Spedizione Vulcanologa Dancalia ’97 (Argonauti Explorers)

Claudio Pozzati (capo spedizione), Maurizio Leigheb (Documentarista), Paolo Pieroni (Guida alpina della Valle D’Aosta), Luca Lupi (Vulcanologo)

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1997 Etiopia Erta Ale

Erta Ale è una catena di vulcani posta nel Triangolo di Afar, Etiopia. Il vulcano Erta Ale è il più attivo dell’omonima catena. Alto 613 m è posto nella parte centrale della catena stessa, conosciuto dai vulcanologi per il singolare fenomeno dei laghi di lava permanenti.

“La Dancalia non è uno scherzo, non è un normale viaggio. E’ un’autentica spedizione in uno dei deserti più impervi e inospitali della terra, con temperature regolarmente oltre i 40° e picchi che superano i 50°…”

Così comincia il primo capitolo del diario della guida Clup sulla Dancalia, uno dei posti più affascinanti ma proibitivi del pianeta.

1997 Etiopia Erta Ale

“Insieme agli altri vulcanologi e alla eccezionale Odina, l’unica partecipante donna della spedizione, ci avviamo verso la vetta per percorrere le ultime centinaia di metri. Si arriva con la guida alpina Paolo Pieroni alla vetta dell’Erta Ale.”

dal diario di Luca Lupi

E conclude:

…”Nonostante tutte le disavventure, i guai, gli ostacoli vari, il fattore Africa, le burocrazie africane varie, eravamo riusciti a giungere al vulcano Erta Ale con una spedizione via terra ed eravamo pure riusciti a calarci all’interno del pozzo craterico e prendere campioni del lago di lava.

Per noi vulcanologi era proprio un gran successo!

Ma anche tutti gli altri, Pieroni per primo, gioirono con noi della riuscita. Sul vulcano tutto aveva funzionato, e anche quella giornata stava per terminare in un tramonto indimenticabile.

Pieni di soddisfazione e di entusiasmo ora potevamo riprendere la via del ritorno.

Grazie al regista Maurizio Leigheb e il suo operatore Andrea Turri, che hanno girato uno spettacolare documentario della nostra spedizione.

Nel nord dell’Etiopia, lungo il confine con l’Eritrea, si estende la Depressione della Dancalia, uno dei posti più inospitali del pianeta. Nota anche come terra Afar, è un grande triangolo che nasce ai piedi del Tigray ed è compreso fra l’altopiano etiopico e il mar Rosso. Posta a oltre 100 metri sotto il livello del mare è il punto più basso dell’intera Africa.

Questa regione desertica si caratterizza per paesaggi lunari, vulcani, sorgenti di zolfo e di potassio e numerosi laghi di sale.

Gli Afar sono gli unici in grado di sopravvivere a queste condizioni terribili: questo fiero popolo nomade vive in capanne di legno e ossa ricoperte di pelli, e si sposta continuamente in cerca d’acqua con le sue mandrie di dromedari e capre, dai quali ricava carne e latte.

L’unica attività economica che durante gli ultimi secoli ha portato ricchezza agli Afar è stata ed è tuttora l’estrazione, il trasporto ed il commercio del sale. Oggi come mille anni fa le carovane di uomini e cammelli attraversano il deserto per giorni fino ad arrivare ai grandi laghi salati della Dancalia; lí gli Afar spaccano le enormi lastre di sale presenti nel terreno usando rudimentali strumenti in legno. Si tratta di un lavoro massacrante svolto sotto un sole inclemente dove le temperature giornaliere possono arrivare a toccare i 50°C.